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[Year] [2007]
[Country] []

A Leather Bridge with Africa

Dal 2005 PISIE si è fatto promotore, insieme con ASSOMAC e con il supporto del Ministero del Commercio Internazionale e dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero, di un progetto nel settore della calzatura, per l’Africa ed alcuni Paesi del Medio Oriente.

Il progetto è scaturito da un attento studio della situazione produttiva nelle aree del lavoro informale di alcuni paesi africani e del Medio Oriente, dove dieci o quindici anni fa già emergevano delle presenze attive del sistema artigianale e familiare della calzatura che riuscivano a coprire con la loro produzione una buona fetta della domanda del mercato locale. Un vero e proprio sistema produttivo, che occupa centinaia di migliaia di persone in tutto il Continente africano e che rischia di scomparire a causa di alcuni effetti negativi dei processi di globalizzazione.

Obiettivo primario dell’iniziativa è il miglioramento tecnologico e produttivo delle micro-imprese e dei piccoli laboratori a carattere familiare, attraverso l'introduzione di sistemi di meccanizzazione-base per permettere lavorazioni di qualità omogenee e la diversificazione produttiva.

Obiettivo collaterale, quello di favorire l'integrazione verticale a livello regionale delle diverse specializzazioni produttive dei beni intermedi e delle materie prime reperibili localmente.

Si tratta di creare impianti pilota all'interno di Centri artigiani nei diversi Paesi, in particolare quelli dell’Africa sub-sahariana, dove si possa ottenere assistenza tecnica e forme di supporto finanziario adatte al miglioramento della produttività nell'ambito delle piccole e piccolissime imprese del settore.

Con l’aiuto dell’ICE e del CDE (Centre pour le Développement de l'Entreprise) sono stati conclusi degli accordi di collaborazione con le Agenzie intermedie rappresentative del settore calzaturiero in Senegal, in Rwanda e nel Chad che hanno portato alla creazione di centri artigiani per la produzione di calzature al servizio delle micro-imprese familiari. Questo ha permesso loro di allargare la gamma dei prodotti e di produrre più rapidamente e a costi inferiori, ottimizzando la qualità pur mantenendo l’impronta del “fatto a mano”.

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